Ultima modifica: 5 Febbraio 2020

Incontro di “peer parents“ alla Primaria Cavalieri

Una Comunità non si costruisce in un giorno… Ma c’è “un’onda di cui è bello far parte!”

Genitori alla pari, pionieri del percorso EDUMANA, accolgono 100 genitori della primaria Ariberto per parlare di relazioni, di violenza e di nonviolenza.

 

Il 21 gennaio 2020 è stata una giornata particolare per i genitori della 3B della scuola Primaria di via Ariberto. E forse non solo per loro. 

Come classe pioniera del percorso EDUMANA, infatti, i genitori della 3B hanno partecipato alla realizzazione del primo incontro EDUMANA di “peer parents”.  Cosa si intende per genitori alla pari? E’ un po’ come il mutuo insegnamento che utilizzano i nostri bambini e bambine in classe. Io insegno una cosa a te, tu ne insegni un’altra a me. Gli esperti (psicologi, pedagogisti, neuroscienziati) hanno scoperto che tra pari, e senza gerarchie, si impara di più, molto più velocemente e assai più volentieri.

La rete EDUMANA, che ha tra le sue missioni quella di diffondere una cultura dell’educazione nonviolenta, e dunque una cultura della fiducia e della riscoperta del vivere in comunità, ha pensato di affidare la trasmissione di questi valori a un gruppo di genitori che da tre anni si sta formando secondo la sperimentazione partita a settembre 2017.

Così è nato l’incontro del 21 gennaio 2020: un pomeriggio nella palestra della scuola media Cavalieri di via Anco Marzio, assieme all’equipe di formazione di EDUMANA e ad alcuni genitori della 3B, che per l’occasione sono diventate delle guide, oltre che dei perfetti “organizzatori di eventi”, hanno pensato sia all’allestimento della palestra con sedie e proiettore, sia all’organizzazione e somministrazione dei termos di caffè e al reperimento di alcuni materiali come pennarelli e cartoncini.

L’esperienza è stata importante: dopo una breve introduzione e un saluto istituzionale da parte della presidente del Comitato dei genitori e del Consiglio di Istituto, si è entrati velocemente nel vivo, e nel cuore, dei macro temi EDUMANA. Con tre testimonianze, da parte di tre temerarie della 3B, che hanno condiviso con una platea di circa 100 genitori alcuni ricordi, momenti ed esperienze che il percorso di EDUMANA ha lasciato loro da quando i loro figli hanno cominciato la prima elementare.

La prima ha raccontato della violenza culturale, dei meccanismi della violenza (escalation, catena, interiorizzazione), e delle “etichette”. La seconda ha citato la Regola d’oro (“Tratta gli altri come vuoi essere trattato”) e raccontato quanto questa pratica sia stata importante nella gestione dei conflitti; la terza ha raccontato l’importanza di sentirsi parte di una comunità anche con i genitori dei compagni di classe dei propri figli e il piacere di andare in classe e condividere una propria passione: l’archeologia. Sì, perché una delle possibilità che ha dato EDUMANA in questi tre anni alla 3B è stata di consentire ai genitori di varcare la soglia della classe e portare alla comunità dei bambini un proprio dono: una passione, un racconto, un’esperienza di lavoro o personale.  Momenti che hanno permesso di arricchire e rinforzare quel legame tra bambini, genitori e insegnanti che si fonda, essenzialmente, sulla fiducia.

Dopo le testimonianze, è stato il momento del lavoro per tavoli in modalità ‘World Café’. I genitori delle prime e delle seconde, che hanno da poco iniziato il percorso EDUMANA, hanno scelto uno dei tre temi proposti e lo hanno guardato da vicino, analizzato, e discusso con l’aiuto dei formatori EDUMANA e la complicità dei genitori di terza. L’idea di fondo era di riflettere in gruppo, confrontarsi e dedicare del tempo a conoscersi e a parlare di questioni che ci toccano tutti: la gestione della rabbia, la violenza culturale, i giudizi e i pregiudizi, il desiderio che i nostri figli si sentano accolti nella classe in cui vivono otto ore al giorno, il bisogno di sentirsi accettati e capiti, sia lato genitori sia lato bambini. Intanto, alcuni genitori della 3B – il team logistico organizzativo – hanno offerto tè e caffè, contribuendo a creare un’atmosfera la più informale e accogliente possibile. L’incontro si è concluso poco dopo le 19:30 con le presentazioni delle sintesi di lavoro da parte dei gruppi classe e un momento di raccoglimento personale, in cui ciascuno ha potuto scrivere su un biglietto cosa gli aveva lasciato questo incontro, cosa gli era piaciuto e cosa non. 

L’esperienza è stata sicuramente positiva, almeno in termini di partecipazione e collaborazione, e comunque dal giorno dopo, fuori da scuola, ci sono molti più visi conosciuti e molti più “ciao come stai?”. Cosa ne sarà in futuro, domanderà qualcuno? Solo il tempo può dirlo. Una città non si costruisce in un giorno. E nemmeno una comunità.

I genitori della classe 3B Ariberto (A.S. 2019/2020)