Ultima modifica: 13 Marzo 2018

Le risposte della musica (Prof. Quirino Principe) a cura di Giulia Sottilotta

Mercoledì 7 marzo 2018 dalle ore 17 alle 19, nella palestra dell’IC Cavalieri di Via Anco Marzio, si è svolta la conferenza dal titolo Le risposte della musica, tenuta dal Professore Quirino Principe, filosofo, musicologo, traduttore, intellettuale e studioso con una visione complessa e multi-prospettica della realtà, scaturita dall’approfondita conoscenza del sapere in molti campi, non solo in quello musicale.

Conferenza Le risposte della musica

Mercoledì 7 marzo 2018 dalle ore 17 alle 19, nella palestra dell’IC Cavalieri di Via Anco Marzio, si è svolta la conferenza dal titolo Le risposte della musica, tenuta dal Professore Quirino Principe, filosofo, musicologo, traduttore, intellettuale e studioso con una visione complessa e multi-prospettica della realtà, scaturita dall’approfondita conoscenza del sapere in molti campi, non solo in quello musicale.

Prima di affrontare l’argomento dell’incontro e interrogarsi sull’essenza della musica, il Prof. illustra la propria visione sullo stato attuale di triste decadimento della musica classica, da lui definita “musica forte”, indagando le ragioni storiche, culturali e sociali per cui in Italia e in Occidente tale musica ha ormai una fruizione molto limitata ed elitaria. Che cos’è dunque la musica? Perché una melodia di Chopin si imprime così bene nella memoria? Cosa distingue la musica forte dagli altri cosiddetti “generi” musicali più ascoltati nelle nostre attuali società?

Il Prof., ripercorrendo e citando anche il pensiero filosofico degli antichi, afferma che la musica ha un fondamento matematico, i pitagorici giunsero ad attribuire al numero la funzione di archè: proprio a partire dallo studio della musica e dei rapporti armonici di cui essa è il risultato, dedussero che gli elementi e le proprietà dei numeri fossero gli elementi costitutivi e le proprietà fondamentali delle cose e che l’universo intero fosse, sul modello della musica, numero e armonia. La matematica, spiega il Prof., è onnipresente in musica, basti pensare che alla base di una melodia al pianoforte, il compositore fa una scelta tra le molteplici possibilità combinatorie di ben 88 tasti.

Quello che contraddistingue la musica classica e la rende musica “forte” è la sua capacità di trasformazione, la sorpresa, la velocità, la della teoria della relatività di Einstein che manca totalmente negli altri “generi” musicali connotati invece da una grande ripetitività.

La matematica regola quindi moltissimi aspetti del cosmo e dell’uomo stesso, parametri matematici si ritrovano anche nelle variazioni di certi valori chimico-biologici all’interno dell’organismo umano, dunque traendo le conseguenze da queste affermazioni, la musica per proprietà transitiva, è un’energia parallela al nostro modo di essere, ha un potere totale e dovrebbe ricoprire un ruolo privilegiato e accessibile a tutti all’interno delle educazioni e della formazione culturale e sociale dei cittadini.

Che la musica avesse un significato pervasivo anche a livello sociale, politico ed etico era molto evidente e chiaro nel mondo antico, in Cina la scala musicale pentafonica era lo specchio e il modello di tutta la società, nell’antica Grecia Platone nella Repubblica tracciava un dettagliato curriculum educativo che si fondava sulla musica quale componente essenziale dell’antica paideia classica, quindi per ben governare bisognava essere “sapienti” di musica.

Il Prof. termina l’incontro con la lettura di alcune Regole di vita musicale di R. Schumann e in particolare con questa regola schumanniana “Le leggi della morale sono anche quelle dell’arte”.