Ultima modifica: 19 Gennaio 2018

Quirino Principe: la virtute della canoscenza

Quirino Principe: la virtute della canoscenza

Mercoledì 20 Dicembre alle 17.30, nella palestra della sede di via Anco Marzio 9, s’è tenuta la lectura Dantis di cui protagonista è stato il filosofo della musica Quirino Principe, intellettuale di rinascimentale enciclopedicità invitato dall’IC Cavalieri in qualità di studioso di Dante e attore.

 

Apertosi con la garbata esecuzione della canzone S’i’ fosse foco (testo di Cecco Angiolieri, musica di F. De André) affidata al coro e chitarristi della 2^ D (preparati dalla prof.ssa Bottiglieri con il contributo della prof.ssa Gattini e prof.ssa D’Ascoli), l’evento è proseguito con una transizione tramite cui il prof. Principe, da un monitorio sonetto indirizzato a Dante dall’Angiolieri (Dante Alighier, s’i’ so bon begolardo), è giunto nel vivo della Commedia di cui, a richiesta dell’uditorio, ha letto e riccamente chiosato l’episodio di Paolo e Francesca (canto V) e quello di Ulisse (canto XXVI).

 

Il pubblico è stato immediatamente catturato dall’elegante e smagliante luminosità dell’eloquenza di Quirino Principe, dalla seducente consequenzialità con cui ogni sua premessa, attraverso multicolori digressioni (sempre animate da una funzionalità retorica non meno evidente di quella prettamente argomentativa), sfociava nella rivelatoria sintesi del suo approdo logico. 

 

Altro fattore alla base del magnetismo esercitato da Quirino Principe sull’uditorio riunitosi nella palestra della Cavalieri il 20 scorso è stata la sua rabdomantica capacità di rilevare l’umore e le esigenze del variegato pubblico, e, in accordo a queste, di modulare estemporaneamente la sua proposta in un avvincente caleidoscopio di temi e registri elocutori. 

 

Tale magnetismo è stato rivelatore di un’accezione non comune del concetto di cultura: ‘cultura’ che non è un codice iniziatico riservato a ristretti circoli istituzional-accademici; ‘cultura’ che non è rifugio in una ‘realtà/teca’ alternativa ad una quotidianità enigmatica e perturbante. 

 

Quirino Principe ha confermato che ‘cultura’ è l’itinerario che la ragione offre al più fervido entusiasmo, alla più avida brama di vivere, al più intenso desiderio di risolvere gli enigmi della quotidianità rispondendo ai quesiti profondi che albergano in ognuno; a quello stesso desiderio, a quella stessa passione, a quello stesso Eros (figura chiave nella Weltanschauung di Q. Principe come nella concezione che E. Morin -ispiratore dell’impostazione didattica della “Cavalieri”- ha del docente ideale) che, legando ogni persona al proprio “perché”, al proprio “fine”, al proprio “oltre”, è la corrente carsica che unisce creatura a creatura, con la gravitazionale attrazione di fenomeni reciprocamente intrinseci, al di là di barriere spaziali o temporali: è per questo che lo scibile racchiuso nella Commedia si connette a Dante, Dante a Principe, Principe al suo uditorio.

 

Questa è l’accezione del termine cultura di cui ci ha dato dimostrazione Quirino Principe nell’evento di mercoledì scorso: Fabiola Campa, anche a nome dei presenti a lei noti, ha definito l’esperienza “estasiante”.

 

Un grazie di cuore, quindi, giunga da tutto l’IC Cavalieri al prof. Principe per la generosità, effusività, e affabilità con cui ci ha beneficati di tanto prezioso messaggio attraverso le parole di Dante. 

 

Quirino Principe sarà nuovamente in via Anco Marzio 9 a fine inverno, in occasione delle due conferenze che terrà sul ruolo della musica nella cultura occidentale, dall’antica Grecia ad oggi.

 

Vladimiro Benedetti