Ultima modifica: 13 Marzo 2014

Tema: Spettacolo teatrale presso la Casa di riposo Santa Lucia

Spettacolo finale del laboratorio teatrale presso la Casa di riposo Santa Lucia: Che ruolo hai interpretato? Come pensi di aver recitato? Quali emozioni, eventuali timori hai trovato? Rifaresti una simile esperienza? Perché? Che cosa ne hai appreso? – Il tema di Sofia 3^E

Tema: Spettacolo teatrale presso la Casa di riposo Santa Lucia. Che ruolo hai interpretato? Come pensi di aver recitato? Quali emozioni, eventuali timori hai trovato? Rifaresti una simile esperienza? Perché? Che cosa ne hai appreso?

 

Un’esperienza indimenticabile

Questo è il terzo anno che facciamo un corso di teatro con Raffaele. Gli anni scorsi abbiamo recitato a scuola per i nostri parenti e amici. Quest’anno la nostra professoressa d’italiano ci ha invitato a rappresentare il nostro spettacolo nella Casa di riposo “Santa Lucia” di Milano. Arrivati lì, il personale, ci ha fatto sistemare in una stanza, dove siamo stati per un po’ mentre Raffaele preparava il “palcoscenico”. Alcune volte ci chiamava per provare la voce o per aiutarlo. Quando lo spettacolo è iniziato, erano presenti molti anziani. “La peste a Firenze” narra la storia di un ricco mercante di cavalli, Andreuccio, che arrivato a Napoli, incontra una donna. La quale gli fa credere di essere sua sorella. Lui ci casca e lei gli ruba tutto il denaro. Allora diventa complice di tre ladri che vogliono profanare la tomba del defunto Arcivescovo Filippo. Andreuccio riesce a rubare l’anello, ma i suoi complici vogliono lasciarlo nella tomba. Sentendo qualcuno arrivare questi scappano. Poi arrivano due ladri con lo stesso intento. Andreuccio riesce a uscire dalla tomba e ritorna a casa con l’anello del vescovo. Lo spettacolo, nel complesso, è andato bene. Io interpretavo l’ancella di Ceciliana la ladra. Ero anche presente nell’intermezzo con il ruolo di “attrice”. In particolare questa parte mi è piaciuta molto perché non dovevo “recitare”, bensì immedesimarmi in un’attrice vera. Dagli applausi che abbiamo ricevuto dagli anziani, benché fossero inferiori a quelli dei nostri genitori, penso sia stato un bel lavoro. Anche perché, poi, alcuni signori sono venuti a congratularsi. Prima dello spettacolo avevo un po’ di paura, ma poi andando avanti è passata. A un certo punto un anziano si è alzato e se n’è andato. A me ha suscitato compassione, perché non riusciva più a stare lì. Da quest’esperienza ho appreso come piccoli gesti possano regalare un sorriso a chi è meno fortunato di noi. Io, se potessi, rifarei un’esperienza simile perché è bello veder sorridere delle persone anziane.

Sofia Vismara