Ultima modifica: 7 Novembre 2019

Un murale… in corsia!

Dedico questo articolo a tutti i bambini e ragazzi conosciuti in ospedale, i veri eroi di sempre.

Un murale… in corsia!

Sono un’insegnante di scuola primaria e nella mia immissione in ruolo dello scorso anno ho scelto di lavorare come maestra in ospedale presso la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli e l’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” di Milano, sezioni ospedaliere dell’istituto.
L’anno scolastico per me è stato indimenticabile sotto ogni punto di vista: lavorativo, umano, ma soprattutto di servizio… In ospedale infatti ho vissuto molto più in profondità l’importanza di mettere al centro i bambini ed i ragazzi all’interno di un percorso educativo, entrando in punta di piedi nelle loro vite ed in quelle dei loro genitori.

Mettere al centro vuol dire ascoltare il loro vissuto, aprire il cuore, essere accoglienti e molto molto altro… Questo è davvero importante, non solo in situazioni così delicate, ma in ogni ambiente educativo che sia degno di questo nome.
Sono specializzata in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e questo mi ha permesso di utilizzare l’arte come canale privilegiato da utilizzare nell’approccio con questi bambini e ragazzi, in particolare presso la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli, centro nazionale di eccellenza per la cura dei disturbi alimentari e delle malattie psichiatriche.

Per me è stato sorprendente vedere come in particolare quasi tutte le ragazze ricoverate per questi disturbi avessero un talento artistico davvero spiccato, così su autorizzazione del primario, il Prof.. Luca Bernardo, ho avviato il progetto di realizzazione di un murale nello spazio adibito per la pet therapy!

Da qui è iniziata una meravigliosa avventura, in continua collaborazione e sinergia con il personale medico.
Entrando in punta di piedi nella vita di queste ragazze, ho visto gradualmente un cambiamento radicale, dove uscire dalla propria stanza è stato già terapeutico. Infatti da camere buie, in cui sembrava non filtrare un raggio di luce, si è creato un clima familiare, di collaborazione e amicizia! E’ bastato muovere i “fili” giusti, relazionarsi in modo propositivo, accogliente, solare e delicato allo stesso tempo, lasciando la libertà di partecipare o meno alla scuola in ospedale e quindi anche alla realizzazione del murale, nel massimo rispetto del loro vissuto, dei loro stati d’animo ed i loro cuori si sono pian pianino aperti.

La Scuola in ospedale infatti non nasce solo per il diritto allo studio dei bambini e dei ragazzi che sono costretti a vivere le lungodegenze, ma ha uno scopo “terapeutico”, dando anche un senso di ordinarietà, normalità e quotidianità. Per questo motivo l’approccio relazionale che si dà è fondamentale, perché in situazioni così delicate i bambini ed i ragazzi degenti non devono ricevere ulteriori stress emotivi, con insegnanti che non comprendono i loro stati d’animo o che, peggio ancora, pretendono da loro delle performance scolastiche.

Così, avendo questa particolare cura e dopo circa una settimana di conoscenza, ho “lanciato” la proposta del murale e si sono avviati i lavori! Non vi dico la commozione che provavo ogni volta: avevo iniziato a conoscere le loro storie e veder dipingere quei colori meravigliosi lasciava senza fiato.

L’arte si stava rivelando davvero uno strumento privilegiato e terapeutico.
Sono tanti i bambini ed i ragazzi che si sono alternati a dipingere, ma in particolare mi ha colpito una bambina di soli 10 anni ricoverata per anoressia.
Di questa bambina non dimenticherò mai gli occhi azzurri e penetranti…
E’ una bambina meravigliosa, brillante in tutto, ma con una passione spiccata per l’arte.
Se penso alle prime volte che l’ho conosciuta…
E’ arrivata in ambulanza in Casa pediatrica dopo essere stata al Buzzi; “casualmente” nel trasporto ha visto i lavori in corso del murale ed è così che è iniziata la sua partecipazione all’opera! All’inizio, sotto stretta osservazione medica ha lavorato poche volte e per pochi minuti, con le dovute precauzioni a causa delle difese immunitarie molto basse, ma da subito è stato chiaro che

l’arte per questa bambina sarebbe stata una terapia non meno importante di quella a cui era sottoposta.
Nel progetto del murale, in accordo con le altre ragazze, la sua idea è stata il cuore di tutto: ha infatti realizzato la pianta di un fagiolo magico che saliva al cielo, oltre le nuvole. Da qui sono stati raffigurati, sempre nella parte superiore del muro, due soli, le onde del mare ed un missile che spiccava il volo verso le stelle.

Nella parte inferiore invece, dalla pianta del fagiolo magico partivano in volo tante farfalle e delle foglie portate dal vento…
Ecco, se penso alle storie di tutti i ragazzi e dei bambini, ogni farfalla rappresentava davvero ciascuno di loro: malgrado stessero affrontando situazioni molto delicate e difficili, alzavano lo sguardo per sognare un mondo colorato, un mondo in cui poter ancora credere, fatto di missili, onde del mare e tante stelle, che sembravano raffigurare i loro sogni!…E noi adulti avevamo una grande responsabilità nel tutelare questi sogni, nel dare speranza, nell’incoraggiare, nel guidare, nel far credere di nuovo in se stessi.

Sono stati questi tutti gli ingredienti che hanno portato alla realizzazione del murale, che non è stato dipinto dai colori ma dal cuore di questi ragazzi. Questo è il potere dell’arte quando si crede nelle sue potenzialità: è capace di colorare di cielo anche il muro di un ospedale, di dare nuova vita, speranza e questo è un tesoro prezioso che resterà sempre indelebile nel mio cuore.

Ringrazio infinitamente Dio di questa opportunità ricevuta, di questo dono così grande ed anche se in quest’anno scolastico non ho avuto l’opportunità di lavorare in ospedale perché titolare in una nuova scuola ed attualmente mi trovo a fare volontariato per un anno all’estero, parte di me sarà sempre lì, in corsia e nelle camere dei bambini e dei ragazzi.

Sono comunque pronta con gioia a nuovi sguardi, nuovi bambini, nuove pagine di vita da colorare. Guardo avanti, ricca di tutto quello che ho ricevuto e sempre pronta ad iniziare una nuova storia, tutta da scrivere…

Ringrazio con il cuore la nostra cara Dirigente, la Prof.ssa Patrizia Rita Bramante, il Prof. Luca Bernardo e tutto il personale medico della Casa pediatrica Fatebenefratelli di Milano.